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SALUTE: NOVITA' DONATORI DI SANGUE

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 55 del 7 marzo 2016 è stato pubblicato il Decreto ministeriale 18 novembre 2015, "Modalità di erogazione del contributo in caso di inidoneità alla donazione".

La retribuzione dei donatori lavoratori dipendenti è garantita in caso di sospensione o di esclusione del donatore per motivi sanitari, di mancata decorrenza dei tempi di sospensione tra una donazione e la successiva, di rilevata esigenza di non procedere al prelievo per specifico emocomponente e/o gruppo sanguigno, in base alla programmazione dei bisogni trasfusionali.

Il donatore lavoratore dipendente, unitamente all’istanza da inoltrare al proprio datore di lavoro, allega la certificazione di inidoneità (elaborata dal medico) ai fini della garanzia della retribuzione.
Lo stesso datore procede al conguaglio, ovvero, negli specifici casi previsti dalla norma, alla richiesta di pagamento diretto, dell’importo della retribuzione corrisposta ai lavoratori dipendenti non idonei, secondo le specifiche modalità stabilite dall’INPS.
Nei casi menzionati in premessa, è riconosciuta la contribuzione figurativa per il tempo necessario all’accertamento dell’idoneità e alle relative procedure, posta a carico della gestione previdenziale in cui è accreditata.
Il datore di lavoro invia all’ente previdenziale i dati necessari a determinare la collocazione e il valore della contribuzione figurativa, anche per l’accredito e la valorizzazione dei periodi antecedenti al 18 novembre 2015, qualora l’INPS necessiti di integrazioni informative.

L’Istituto di previdenza è tenuto a fornire al Ministero della salute, l’anno successivo all’erogazione del contributo, la relazione comprensiva del numero di donatori che si astengono dal lavoro per l’intera giornata in cui effettuano la donazione.