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Revisione testo unico enti locali, con Anci e Upi superato l’obbligo di gestione associata dei servizi

Revisione del testo unico degli enti locali, addio per i comuni all’obbligo di gestione associata dei servizi: resteranno delle forme di obbligatorietà per le funzioni fondamentali come i servizi sociali. Per gli altri servizi e funzioni, invece, si punterà sugli incentivi, con un sistema di controllo ben definito. 

«La centralità tornerà ai comuni - ha spiegato il sottosegretario all’Interno Stefano Candiani, presidente del tavolo tecnico-politico che si sta riunendo tutti giovedì al Viminale - con province e regioni chiamate a contribuire attivamente facendo da cornice alla gestione associata dei servizi sul territorio. Le prefetture saranno arbitro della partita, i comuni e gli enti locali torneranno ad esserne i protagonisti».

Soddisfazione è giunta anche da parte del vicepresidente dell'Anci Roberto Pella: «Vi ringrazio per aver deciso di prendere il toro per le corna e affrontare la revisione del testo unico. Un lavoro fondamentale per il buon funzionamento dei comuni e delle province che nessuno da troppi anni ha voluto affrontare seriamente».

Al tavolo hanno preso parte il ministro degli Affari Regionali e delle Autonomie Erika Stefani, il sottosegreatrio al ministero dell'Economia e delle Finanze Laura Castelli, il presidente dell'Unione Provincie d'Italia (UPI) Achille Variati , il vicepresidente dell'Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) Roberto Pella, i vertici del dipartimento per gli Affari Interni e territoriali del ministero dell'Interno.

  

  

  

 

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