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YouPol, una app per denunciare il bullismo

Una app amica da chiamare in un momento di difficoltà per non voltarsi dall’altra parte. Così il ministro dell’Interno Marco Minniti ha spiegato questa mattina ai ragazzi dell’Istituto Lombardo Radice di Roma questo nuovo strumento, nato “in house” grazie ai tecnici informatici della Polizia di Stato e che rappresenta un aiuto concreto che le istituzioni mettono in campo per semplificare e rendere più semplice la denuncia di atti di bullismo, cyberbullismo e spaccio di droghe.

I ragazzi hanno potuto vedere, proiettato in sala, il video curato dalla Polizia che illustra il funzionamento di YouPol che è, del resto, facile da utilizzare specialmente per loro, nativi digitali. Le segnalazioni potranno essere sia in forma anonima oppure registrandosi con i propri dati.

Il cuore della questione, ha sottolineato il ministro Minniti, è che denunciando questi atti di violenza, non stiamo rompendo nessun patto d’onore, ma stiamo facendo l’opposto: stiamo aiutando una persona in difficoltà che sta subendo violenza e che potrebbe rimanere segnata da questa esperienza e, dall’altro lato, stiamo anche aiutando chi la commette ad abbandonare questi atteggiamenti che a loro volta lo possono segnare e condizionare nella sua vita da adulto.

Non vogliamo ragazzi eroi, ha proseguito Minniti, ma persone che pensano di fare del bene a loro stessi denunciando simili atti di violenza. Perché la felicità di ciascuno di voi – ha detto rivolgendosi ai ragazzi in sala – non può essere mai determinata dalla infelicità di chi vi sta accanto.

Su questo punto è convenuto anche il capo della Polizia Franco Gabrielli, rassicurando anche gli studenti sulla sensibilità che le forze dell’ordine metteranno nella trattazione dei casi. Il percorso prevede di aiutare anche i bulli a modificare i loro atteggiamenti aggressivi.

Dal punto di vista più strettamente tecnico, l’applicazione è scaricabile gratuitamente dagli store on line sia per i sistemi Ios che Android. E’ possibile inviare immagini, video oltre al testo che segnala il reato o la condotta violenta.  Oltre alla georeferenziazione che consente alla sala operativa della questura che riceve la segnalazione di sapere esattamente dove sta avvenendo l’evento, l’app consente anche di effettuare una chiamata di emergenza ala 113 o 112 NUE.

Per ora, l’app funziona a Roma , Milano e Catania. Prossimamente,  nel febbraio 2018, verrà estesa anche agli altri capoluoghi di regione e da agosto sarà implementata in tutte le province italiane.